summer 09 cAMee lunedì, 27 luglio 2009
commenti (2) / tag: ci sono molti modi
Scrivo poco lo so e mi chiedo scusa per questo.
L'estate chiuderà un anno sincero, decisamente bello. Ma meno del prossimo.
Buon riposo a tutti.
Scrivo poco lo so e mi chiedo scusa per questo.
L'estate chiuderà un anno sincero, decisamente bello. Ma meno del prossimo.
Buon riposo a tutti.

E io voglio il cielo, e io voglio il mare. Non questo fottuto tran tran: un pezzo di mondo più in là, piuttosto.
Io voglio il tempo. E lo avrò, insieme a un ritmo perfetto a scandire le giornate fino in fondo.
Mi è sembrato di vedere un gatto. C'è poco da fare: alcune canzoni ti tirano giù ma dallo stomaco. Alcune canzoni non smettono mai di piacerti.
Contraddittoria dicono quando descrivono la Isla Grande. Certo un posto coerente non è, ma ridurre tutto a quella parolina lì è decisamente troppo semplice. Decisamente inadeguato.
A Cuba m’aspettavo le donne coi turbanti colorati in testa e i sigari in bocca ed è stato triste scoprire che ormai sono solo un’invenzione per i turisti, relegate nelle piazze bomboniera del centro e sulle cartoline – poche – all’aeroporto. M’aspettavo di mangiare meglio nonostante fossi preparata al peggio.
M’aspettavo la stessa povertà che ho visto, esattamente così la immaginavo, ma c’era una cosa che non immaginavo affatto: tutta quella dignità, quelle teste alte, quegli occhi fieri.
E sì, ci sono tante crepe nei muri a dividere in due il colore scrostato, ma non mi sono sembrate più profonde che in altri paesi che ho visto.
Scrivere mi manca. E mi manca rileggermi tempo dopo notando quanto o quanto poco sia cambiato. Ma i quaderni di carta si stropicciano, si rovinano: io sto bene qui, che tutto è bianco e senza cancellature.
Le vacanze sono troppo brevi oltre che belle. Son rimasta al mare io, e non lo voglio l'inverno non voglio più questa città né i suoi abitanti ad accompagnarmi al lavoro ogni giorno.
E sono infinitamente, incredibilmente stanca. Io che odio gli avverbi. E sono spaventata dai mesi che verranno. Inevitabilmente.
È importante sapere che il croccante al cioccolato algida è tornato.
Non parlarne non vuol dire non provarle certe cose. Non parlarne più non vuol dire averle dimenticate.
Quando si è giovani, l'indifferenza più arida, le porcate più ciniche, si arriva a trovargli la scusa del capriccio passionale e chissà quale segno di romanticismo inesperto. Ma più tardi, quando la vita vi ha mostrato per bene tutto quello che può esigere in cautela, crudeltà, malizia soltanto per essere mantenuta bene o male a 37°, ti rendi conto, sei informato, hai le carte in regola per capire tutte le stronzate che contiene un passato.
Ogni volta che lo rileggo penso che se dio scrive, scrive proprio come lui.
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