ci sono molti modi


wall
cAMee lunedì, 30 gennaio 2006

commenti (15) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

Ho preso le mie cose e sto camminando verso di te,
ma continuo sempre a sentire un muro.

wall

125 St., Harlem.
cAMee martedì, 24 gennaio 2006

commenti (20) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

Del treno nemmeno l'ombra.

Possono non passare per mesi o per anni, i treni.






Allora lei ha stretto a sé la sua borsa

la sua stazione

e, all'improvviso, è partita.




Times Square
cAMee mercoledì, 18 gennaio 2006

commenti (20) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

In bilico tra la musica che non suonerà più e quella tutta ancora da scrivere. Una corda di violino spezzata e un tamburo che scandisce ruggendo show must go on. Tra la vita che è infame perché ha strappato Jo ai suoi 22 anni e m'ha tolto tutto tutt'a un tratto e la vita che è meravigliosa perché il tutto me lo regala ogni giorno. La mia mancanza nera che piano diventerà bianca, un riflesso verde speciale e i colori tutti, a Times Square.

Questa foto è per F., perché è con i suoi occhi che l'ho scattata.

street colors 1
cAMee martedì, 17 gennaio 2006

commenti (9) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

china

subway colors 2
cAMee lunedì, 16 gennaio 2006

commenti (9) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

underground, sleeping woman

No! no! Non si preoccupi. È in perfetta traiettoria col palo. L'ho fatto apposta vede? Così non va per il vagone




Sbeng

sbeng sbeng


E mentre io guardavo il carrellino fare sbeng sbeng, la signora si addormentava.

subway colors 1
cAMee lunedì, 16 gennaio 2006

commenti (8) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

underground, rapper

photo from the City
cAMee giovedì, 12 gennaio 2006

commenti (8) / tag: un modo fotografico, un modo newyorkese

A New York c'è chi ha fretta. A New York c'è chi va piano con una tazza di caffè in mano e un cappello azzurro che richiama la sua città.


scrap2

scrap

New York :intro:
cAMee venerdì, 06 gennaio 2006

commenti (13) / tag: un modo newyorkese

New York è subdola. T'arriva da sotto, di soppiatto. Mentre sfogli una rivista o bevi un succo d'arancia che di arancia nemmeno l'ombra. Tu sei lì con un dito nel naso, o a tentare di grattarti il culo facendo forza su muscoli e ginocchia senza alzarti dal sedile e lei mira alle caviglie, di soppiatto. E a un certo punto dai piedi ti è già negli occhi, ti afferra violenta le pupille. Luce.
Sei sull'aereo e a un tratto la vedi, Manhattan. Distesa sull'acqua come una donna dinoccolata e decisa, fili di diamanti e lampadine a disegnarle il collo, le linee. Elegante e ferma. Tu pensi è inarrivabile e invece ti guarda e ti dice vieni.
New York è un'amante la cui porta è sempre socchiusa. Anche di notte. Puoi rischiare di sbattere nel suo buio ed essere disperato, ma solo, quello non lo sarai mai. Solo gli stronzi sono soli a New York.
New York ha un sorriso sfacciato. Pure con i suoi denti marci, ti sorride. New York non capisci se mente o se è sincera nella sua felicità. Lei sa solamente sorridere. Salutare, e sorridere.
il  giorno in cui quel pazzo a Piazza Navona mi ha sorriso forte cambiandomi  la giornata
New York è pazza. E ti cambia la giornata mille volte al giorno. E folle e strano e perverso è chi non saluta, chi abbassa lo sguardo e la testa nascondendola nel giaccone parka. 
New York è severa e sa mandarti al diavolo. Conosce ciò che la fa star bene, se sgarri non transige. New York ti fa venir voglia di essere civile, e di metterti in fila anche quando davanti a te non c’è nessuno. New York è l’attesa che diventa l’evento.
New York è una che e se hai fame alle 4 di pomeriggio ti fa mangiare alle 4 di pomeriggio e ti prepara anche l’anatra all’arancio alle 4 di pomeriggio perché se hai fame alle 4 di pomeriggio non c’è scritto da nessuna parte che devi aspettare le 8 anzi le 9 perché alle 8 non c’è nessuno e al ristorante ti guardano male, lei si mette ai fornelli e tu mangi alle 4 di pomeriggio e punto.
New York ha mani grandi e nodose. Forti. Che sanno come toccarti.
New York ha la pelle che non hai mai visto. Porcellana e olivastra e gialla ed ebano insieme che risplende sotto la luce giallognola della lampadina o quelle sfavillanti ed esagerate di Times Square. New York ha gli occhi il cui colore non esiste sulla mazzetta Pantone. 
New York ha un odore forte. Che se non ti piace c’è un cazzo da fare. Che l’amore fai fatica a farlo se non ti piace l’odore di qualcuno.
New York è una puttana. Si lascia amare da tutti ma non guarda in faccia nessuno. Sa di piacerti. Sa come tenerti stretto tra le braccia e farti sentire amato. Ma quando arriva l’ora di salutarti ti dà un veloce buffetto sulla guancia e mentre pensi io non posso più fare a meno di lei la vedi diventare un punto lontano che scivola via nella notte per concedersi senza sosta e far godere mille altre facce mille altre vite, puttana com’è. 

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