In Olanda far rimbalzare i sassi sull'acqua si dice Plimpplamppletteren.
In Cile invece c'è un termine per descrivere "lo sguardo di desiderio tra due persone che sanno dove vogliono arrivare ma rifiutano entrambe di fare la prima mossa": mamihlapinatapei.
La storia dell'autostop in Islanda, invece, lascia un grande spazio all'immaginazione. Fare l'autostop nell'isola nordica si dice "Fara a puttanu". Un caso? Molto probabile. Però sempre di persone che attendono sul ciglio della strada si tratta, e qualche italiano emigrato in islanda ci dovrà pur essere stato.
potete trovarne altre in: Adam Jacot de Boinod - Il senso del tingo, le parole piĂą pazze, curiose e divertenti del mondo. Rizzoli, 2006.
Dato che io non credo nell'amicizia tra uomo e donna - l'amicizia vera intendo, quella quasi simbiotica dove il tuo spazzolino diventa il mio spazzolino e si dorme nello stesso letto - figuriamoci se posso credere a un'amicizia tra ex. Per me gli ex appartengono alla categoria peggiore della terra dopo i tassisti e gli scommettitori di cavalli e dovrebbero scomparire nell'atmosfera nell'istante in cui una storia ha il suo termine. Parlo in quanto ex spietata e pentita. Insomma, un amico è un amico, un ex è un ex. Non che ci sia nulla di male ad avere rapporti cordiali o complici con un ex, l'importante è non dimenticare né sottovalutare che sempre di un ex si tratta.
Ecco qualche esempio pratico di esemplari di ex.
Ex che non si rassegna.
Di solito è colui/colei che viene lasciato, ma è uno degli esemplari più innocui. Vi corteggerà, vi pedinerà, vi sfiancherà. E' chiaro che vi vuole ancora e crederà nella storia anche dopo il vostro matrimonio. Forse dopo i 13 figli che sfornerete con un altro/a potrebbe iniziare ad avere il dubbio che è finita. Ma anche no.
Amicizia: impossibile.
Ex che tanto poi ritorna.
Il vostro orgoglio ferito non sarà mai abbastanza ferito per chiudergli la porta. Voi state lì a tentare di dimenticarlo e questo graffia alla vostra porta tanto per affilarsi le unghie da usare sulla prossima preda. È forte del fatto che l'avete amato (e lo amate ancora), e gli piace vedervi annullare per lui i programmi della serata e della vostra vita. Anzi, a dire il vero gli piace vedervi annullati, e basta.
Amicizia: sadomasochista con strascichi pericolosi per la propria stabilità mentale.
Ex primo amore /santino.
Se al primo appuntamento la ragazza vi fissa intensamente, non vuole scoparvi: sta cercando di capire se avete qualche somiglianza con l'ex in questione. Ovviamente non avete chance. L'ex è il suo santino di riferimento. Nel caso l'ex fosse una donna, l'uomo soffrirà a lungo di problemi erettili a meno che non vi mettiate una parrucca bionda come la sua ex. Grado di pericolosità: alto.
Ex che dopo nemmeno 2 giorni che la storia è finita si offre come l'amico più meraviglioso del mondo. Questa è la categoria più pericolosa, soprattutto se nn è il vostro ex ma quello del vostro partner. Quando la storia finisce, dopo 2 giorni esatti questo esemplare di ex tira fuori un sorriso, una razionalità e una saggezza di cristo. Sprona/obbliga il vostro partner a raccontargli tutto di voi. Il vostro partner ovviamente lo farà e ingenuamente vi dirà "sai, marco ( o giulia) mi ha chiesto di te... come sei, che fai, ti vuole conoscere". Eccerto, mi vuole conoscere. "lui/lei è felice se io sono felice. Mi vuole bene, tifa per noi". Eccerto. "io amo te, perché sei geloso/a se marco/giulia mi fa uno squillino alle 3 di notte o mi manda il buongiorno alle 7 di mattina?, è amichevole". Eccerto. Chi di noi non manda buongiorno amichevoli agli amici alle 7 del mattino? Che poi gli amici siano ex è solo un caso, lo sappiamo tutti.
John Fante non è un autore contemporaneo per il semplice fatto che è già morto, però è anche contemporaneo perché molto fresco, attuale.
Fante non te lo insegnano a scuola, di solito lo si impara grazie a qualche fortuito passaparola.
Fante è uno di quegli autori che una volta scoperto entra nella fatidica lista de “gli autori che leggi”, che è una lista utile vista la fatidica domanda “e quali sono i tuoi autori preferiti?” che prima o poi capita a tutti nella vita. Se dici Fante fai bella figura uno perché lo conoscono meno persone di quelle che pensi, due perché non è uno di quegli scrittori pallosi e difficilissimi che se li nomini pare che ti stai dando le arie. E poi puoi anche aggiungere che Fante è il maestro di Bukowski.
Fante è nato nel Colorado ma il papà era un abruzzese emigrato e io mi chiedo come abbia fatto il figlio a vivere senza assaggiare i salamini abruzzesi, quelli fatti a salsiccette. Forse è per quello che ha scritto tanti libri e storie, per non pensare ai salamini. Il libro più famoso di Fante è "chiedi alla polvere", che secondo me è una storiella carina però non eccezionale come dicono tutti. Di bello ha: la protagonista che si chiama Camilla come me, il bar dove lavora quella che si chiama Camilla come me, la macchina di Bandini e un paio di altre cose che non mi ricordo bene, però di certo tra queste c’è pure un cagnetto peloso. Di brutto ha: il fatto che ai personaggi dei libri non puoi dare gli schiaffi, perché io a quella che ha il nome come me l’avrei ammazzata di botte.
Fante viene da una famiglia molto cattolica, quello lo sentirerete in tutti i suoi libri. Secondo me il padre era pure un po’ violento, perché anche quello ritorna sempre nei suoi libri. Io ora sto leggendo "La confraternita dell’uva" ma non è che mi ispira molto. Il mio preferito è “aspetta primavera bandini”. Di bello ha: la dedica di anna in prima pagina. Di bello ha: la neve, neve a fottere che così tanta non ne vedrete mai. L’amore che corre nelle pagine e nelle vene di Maria. La speranza, dio quanta ce n'è. E un po’ di cose che non mi ricordo ma che dentro hanno lasciato un segno.
La differenza è qualche metro più in là . Dopo un piccolo appezzamento di terra secca oltre la transenna, quella che scavalco con la testa che mi gira, con f. che mi spinge in alto e un uomo coi baffi della protezione civile che mi tira in basso. La differenza è a pochi minuti dai capelli sudati che si incollano alla sterpaglia mentre tengo le gambe su e lo zucchero sotto la lingua e lo sento è granuloso mica di una qualità raffinata ma gira tutto e non dico niente, sono lì ad aspettare che il mondo si fermi perché tutto ancor si muove.
La differenza è dopo quei pochi passi in salita che affronto con f. per avvicinarmi al maxischermo. Uoh.
La differenza. Centinaia di migliaia di teste. Centinaia di migliaia, signori. Che si muovevano come un onda e come un onda riempivano ogni angolo, ogni cazzo di buco. Che se uno si metteva a pensare “cosa succederebbe se tutti dovessero scappare all’improvviso” rischiava di rimanerci secco. Per il solo pensiero, intendo. Poi ho anche pensato “come ho fatto a non morire lì in mezzo”, e il mio svenimento è tutt’a un tratto diventato banale, ovvio. Il resto sono abbracci, urla, popo popopo popoopo e bandiere e vessilli e un rosso chiaro che tingeva la notte intera. Il resto lo conoscete un po’ tutti, e questo è solo per dirvi che il colpo d’occhio del circo massimo dall’alto è stato un colpo sul serio. E che non me le scorderò mai tutte quelle teste vive.
Scusate, non so piĂą scrirvere.
"Quante sono
le parole
da riempire
con la tua voce che non vuole più parlare?
Hai sprecato
l’occasione per dimostrare
che io ho torto e tu ragione.
[...]
Non ti devi preoccupare
tanto avrò da elaborare.
Evidentemente lei capisce
quello che io trovo irrazionale. "
Cristina Donà - L'uomo che non parla