Dammi 3 mesi e vedi che torno. Con occhi più preparati per guardarti meglio, puttana.
Dammi 3 mesi e vedi che ti prendo, ti giro intorno e giochiamo, bambina.
E già lo so che resterò intrappolata anche stavolta nelle tue reti, sirena del cazzo.
E io che pensavo che i posti non li sposti. Che qui ci sarei tornata, perché le uova scrambled erano imbattibili, ed era il posto più niuiorchese che avessi visto a new york, con le prese di corrente che se ci poggiavi il piede sopra morivi, e le ciambelle glassate sul bancone, e i camerieri portoricani con i baffi arricciati all'insù. Mi aveva colpito più di altri posti, il MoonDance. E ora me lo spostano, dopo più di 75 anni di attività nella Grande Mela se lo portano nel Wyoming, a La Barge, una ridente cittadina di 600 persone.
Ciao, MoonDance Diner. I'll miss you so.



Chissà dove s'affaccerà l'inverno invece.

Un'estate a tinte piatte, è quello che vorrei.
(cannes, giugno 2007)

Evidentemente c'è ancora qualcuno che pensa che l'amore sia per sempre.

Non so dove sia casa. Non so se casa è il luogo dove si nasce e si cresce, il luogo che si sceglie, o quello dove prima o poi si torna.
Io ho sempre creduto che casa fossero le persone che si amano.
E so per certo che la mia futura casa avrà mani forti. E tra quelle mani mi sentirò sempre a casa anche a migliaia di chilometri da casa.
Con questa foto potrei voler dire che alcune cose sono perfette, semplicemente.
O che al mercato di Ponte Milvio vendono uova fresche sfuse.

Il mondo fuori può anche sciogliersi,
chemmefrega. Io resto dentro. Io sono salva.

La strada da percorrere è tanta. Però, io lo so, porta in un posto che è magico.

I colori che pensi saranno eterni e invece poi sbiadiscono presto. Come un rossetto di marca scadente o una qualsiasi smarties lasciata a sciogliersi sulla lingua. I colori che stingono e macchiano il resto. Che contagiano, il resto. I colori quelli che non ce li hai e non ce li avrai mai. Non ti appartengono. Rassegnati. Sei il colore che non ho e non catturerò ma se ci fosse un metodo vorrei che fosse il mio. I colori che pensi di conoscerli già tutti e invece grazie a qualcuno che non sei tu scopri che ne esistono di nuovi, e bellissimi. Tipo il giallo del sentiero di mattoni o il verde fata dell'assenzio. E poi i colori quelli che col cazzo che se ne vanno. Non li cancella il tempo grazie a dio, e la candeggina manco.
foto: ilaria magliocchetti lombi. text: camee feat. afterhours - bianca.